Green Storytellers

Assurdo
ingorgo
metropolitano

  • Categoria: Diario di Viaggio
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Sarebbero
bastati
8 minuti

Un caffè problematico
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«Legatela da qualche parte la bicicletta! Andiamo con la mia auto!» – questa è stata la frase che ha dato il via al delirio.

Ma procediamo con ordine.

Simone è un amico di vecchia data, compagno di corsi quando ancora diciannovenne frequentavo l’Accademia “Silvio D’Amico” di Roma.
Simone è romano da generazioni (“tifiamo tutti Roma da sempre” – è quello che vi dirà se gli chiedete della sua famiglia). Simone sa che siamo in città per le riprese della Serie “Green Storytellers” e ci ha già minacciato: “Un caffè insieme dobbiamo prendercelo per forza!”

Ci raggiunge nel primo pomeriggio di una giornata con un cielo così azzurro da sembrare dipinto. Ci dice che ha scoperto un piccolo bar con tavolini all’aperto, sedie distanziate e la tranquillità di poter prendere un caffè abbassando giusto la mascherina per il tempo necessario a sorseggiare.

Io e Mara saltiamo in sella alle nostre biciclette. Google ci ha appena rivelato che la nostra meta dista 3 chilometri… Quanto puoi metterci? È Google stesso a dircelo: in bicicletta poco più di 8 minuti!

«Volete arrivarci in bici?! Ma è troppo lontano!» – esclama Simone. Un minuto più tardi siamo a bordo della sua monovolume, tutti e tre con mascherina attorno al volto e il motore che va su di giri mentre Simone preme l’acceleratore.

San Giovanni, Via Labicana, Merulana… tutto procede per il verso giusto, ma è verso piazza Re di Roma che inizia il delirio. Un’intera corsia è occupata da almeno 8 veicoli in seconda fila.

Simone non si scompone! Blocca l’immissione prepotente di un furgone per poi evitare al volo l’apertura di uno sportello. Due scooter sfrecciano in contemporanea da destra e sinistra, mentre il semaforo da verde diventa arancione e la processione di veicoli è scossa da un fremito di terrore.

«Dai che ce la facciamo!» – urla Simone. La sua monovolume riesce a superare la linea dello stop sfruttando l’ultimo nanosecondo di colore arancio… ma il nostro conducente non ha fatto bene i suoi calcoli: l’incrocio è totalmente occupato da vetture bloccate in fila.

In un secondo la situazione collassa: il verde scatta sull’altro lato e le auto partono a tutta velocità solo per inchiodare di fronte alla fiancata della nostra vettura in questo assurdo ingorgo metropolitano.

Di quei momenti ricordo i volti delle persone: c’è una signora di cinquant’anni che urla come una matta mentre stringe il volante con dita dalle lunghe unghie smaltate, c’è il camionista che si attacca al clacson come fosse un automa con colpi costanti, c’è il motociclista che tenta lo slalom e colpisce lo specchietto della sportiva metalizzata. Si abbassa il finestrino e cominciano le offese.

La cosa più assurda? In quasi la totalità dei veicoli è seduta una sola persona al volante. Se ci contassimo scopriremmo che questo delirio è provocato da non più di una ventina di individui. In 20 però occupiamo quasi 4 campi da tennis!

•••

Abbiamo preso il nostro caffè 42 minuti più tardi. Il buonumore di Simone è scomparso ed anche il nostro entusiasmo ha lasciato il posto ad una rabbia sommersa…

Giovanni, marito di Linda Maggiori, una delle principali esperte di mobilità sostenibile, ci aveva raccontato in una intervista: “Quando vado in bicicletta, finisco per sentirmi sempre felice!”

Giovanni non ha condiviso un’opinione.
Giovanni ha detto semplicemente la verità.

Photo by RayBay on Unsplash

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Oltre 600 automobili ogni 1000 abitanti ci rendono il paese europeo con il più alto numero di vetture pro capite. Ma il numero delle auto è solo una parte dell’equazione, l’altra è rappresentata da dati inquietanti quanto il tempo che passiamo in media al volante: il totale delle ore passate in un abitacolo ogni singolo anno corrisponde a 15 giorni circa. Letteralmente da non crederci! | Photo by Robin Pierre on Unsplash

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