Refoodgees

Quando è nata l’idea, nel 2017, sono solo in tre: raccolgono l’invenduto a fine settimana in un piccolo mercato di Roma, l’Alberone, per ridistribuirlo gratuitamente a chiunque ne abbia bisogno. L’iniziativa diventa virale, ragazzi e adulti decidono di unirsi… e Refoodgees si trasferisce così al Nuovo Mercato Esquilino di Piazza Vittorio, uno dei mercati più vasti della Capitale. L’obiettivo è sempre lo stesso: contrastare lo spreco, garantire accesso al cibo e creare al contempo dialogo e confronto. Oggi sono qui per scoprire come sia possibile realizzare tutto questo.

È sabato pomeriggio e dopo una settimana di lavoro il mercato Esquilino sta per chiudere. È questo il momento in cui inizia la nostra raccolta: chiediamo ai commercianti se vogliono donarci l’invenduto. Le persone conoscono bene Refoodgees e sanno a chi è destinato quanto raccogliamo.

La generosità è frenetica, inarrestabile. Sembra quasi esserci una sorta di competizione tra i banchi più generosi. In molti casi raccogliamo cassette di frutta e verdura pressoché perfette. Ad accompagnarmi sono Cesare e Segà, un ragazzo maliano volontario di Refoodgees fin dai tempi delle raccolte al mercato dell’Alberone.

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La raccolta è finita. Tra pochi minuti inizierà la distribuzione. La gente comincia a radunarsi non molto lontano dal nostro stand. I volontari di Refoodgees controllano il cibo, lo pesano, lo selezionano e lo impacchettano con cura.

La nostra raccolta all’interno del mercato è durata poco più di trenta minuti. La quantità di alimenti recuperati ammonta però ad un totale semplicemente sorprendente: 1240 Kg. Oltre una tonnellata di cibo salvato dalla discarica.

Attorno a me ci sono persone da tutto il mondo. Ci sono studenti. Ci sono stranieri e ci sono italiani. C’è chi non ha nulla e chi invece vuole fare la sua parte per un mondo più sostenibile. C’è chi ha un bisogno matto solo di parlare e aspetta il sabato per non essere più da solo. E all’improvviso in questa frenesia avvolta dal profumo di ciliegia, dall’aroma di un melone appena tagliato, dal sapore di un fetta di mango, finisci per guardarti attorno e sentire uno strano brivido correrti lungo la schiena e Dio solo sa il perché! Sarà il tesoro che abbiamo salvato, sarà il vedere così tante persone da tutto il mondo tutte insieme… o sarà di tutto questo un po’.

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